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Non sono riuscita a guardare Carnival Row: mi irritava.

Carnival Row non è una serie nuovissima, ma la sua pubblicità su Prime Video mi ha tormentato per mesi, quindi mi sembra doveroso spendere qualche parola per spiegare perché, dopo i primi 30 minuti di visione ho deciso che non faceva per me. Sulla carta si tratta di un fantasy, genere che non mi dispiace. Sulla carta avrei potuto guardare più di un episodio: il popolo delle fate viene costretto a fuggire dalle proprie terre, sconfinando in quelle umane, perché un Cattivo super cattivo le sta annientando. Peccato che bastino tre minuti per capire che tutto il  circo di scenografie,  costumi, e super budget ha l'unico scopo di mettere in scena una  pesante e didascalica critica sociale condita da un pedantissimo terzomondismo da salotto. Tutta la sceneggiatura  non fa altro che suggerire, in modo che vorrebbe essere velato ma risulta invece palese, parallelismi tra le fatine del telefilm ei gli immigrati clandestini della nostra realtà. Ritengo che sia legittimo fare c...

Non sono riuscita a guardare Carnival Row: mi irritava.

Carnival Row non è una serie nuovissima, ma la sua pubblicità su Prime Video mi ha tormentato per mesi, quindi mi sembra doveroso spendere qualche parola per spiegare perché, dopo i primi 30 minuti di visione ho deciso che non faceva per me.

Sulla carta si tratta di un fantasy, genere che non mi dispiace. Sulla carta avrei potuto guardare più di un episodio: il popolo delle fate viene costretto a fuggire dalle proprie terre, sconfinando in quelle umane, perché un Cattivo super cattivo le sta annientando. Peccato che bastino tre minuti per capire che tutto il  circo di scenografie,  costumi, e super budget ha l'unico scopo di mettere in scena una  pesante e didascalica critica sociale condita da un pedantissimo terzomondismo da salotto. Tutta la sceneggiatura  non fa altro che suggerire, in modo che vorrebbe essere velato ma risulta invece palese, parallelismi tra le fatine del telefilm ei gli immigrati clandestini della nostra realtà. Ritengo che sia legittimo fare critica sociale se è un tema che sta a cuore, ma i continui e capillari riferimenti a un argomento serio nell'unica, distorta ottica liberal progressista a cui, purtroppo, Amazon ci ha da tempo abituati, con la semplicistica giustificazione del "poverini scappano dalla guerra", non solo fanno cadere le braccia agli spettatori dotati di un minimo di senso critico, ma risultano indigesti anche per quelli che volevano solo vedere un telefilm con fatine alate e Orlando Bloom che fa il figo. Tra l'altro la sensazione di essere sottoposti a un goffo tentativo di lavaggio del cervello è percepibilissima.

Il momento in cui ho chiuso il player del video è stato quando il personaggio-  permettetemi la parola -  "buonista" del parlamento del regno degli uomini afferma che sì, le fatine stanno sconquassando il tessuto sociale del mondo umano, ma bisogna lasciarglielo fare perché, se "scappano dalla guerra" è colpa nostra, degli uomini.
Scusa? Perché?



Perché abbiamo lasciato che la loro terra venisse occupata dalle forze del male! Dovevamo intervenire contro il cattivo, non lo abbiamo fatto e quindi ci teniamo le fatine che "fuggono dalla guerra"!

In questo concetto ci sono tante di quelle cose sbagliate che non so da dove iniziare. Una baggianata del genere non può che essere stata concepita da un americano, democratico o repubblicano poco importa. L'idea di fare guerre per esportare la democrazia e la giustizia (e nel mentre magari guadagnarci qualcosa), è così americana che dovrebbero stamparsela sulla bandiera. Ma allo stesso tempo è qualcosa di così lontano da me, di così irricevibile che non ho potuto far altro che abbandonare per sempre questa serie.

Se qualcun altro vorrà arrivare fino in fondo, liberissimo, io però l' ho avvisato.

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