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Non sono riuscita a guardare Carnival Row: mi irritava.

Carnival Row non è una serie nuovissima, ma la sua pubblicità su Prime Video mi ha tormentato per mesi, quindi mi sembra doveroso spendere qualche parola per spiegare perché, dopo i primi 30 minuti di visione ho deciso che non faceva per me. Sulla carta si tratta di un fantasy, genere che non mi dispiace. Sulla carta avrei potuto guardare più di un episodio: il popolo delle fate viene costretto a fuggire dalle proprie terre, sconfinando in quelle umane, perché un Cattivo super cattivo le sta annientando. Peccato che bastino tre minuti per capire che tutto il  circo di scenografie,  costumi, e super budget ha l'unico scopo di mettere in scena una  pesante e didascalica critica sociale condita da un pedantissimo terzomondismo da salotto. Tutta la sceneggiatura  non fa altro che suggerire, in modo che vorrebbe essere velato ma risulta invece palese, parallelismi tra le fatine del telefilm ei gli immigrati clandestini della nostra realtà. Ritengo che sia legittimo fare c...

Richard Gere e l'eroismo facile, indolore e insapore dei nuovi idoli di sinistra

 Il caso Richard Gere/Salvini/Open Arms è agli onori della cronaca. L'attore è stato ammesso come teste della difesa e a dicembre testimonierà nel processo per sequestro di persona contro il nostro ex Ministro dell'Interno. Che dire a parte che i nostri padri costituenti si staranno rivoltando nella tomba? Mi riservo di parlare del processo più in là, per ora ho solo qualche parola su Gere che da qui in poi chiamerò semplicemente Ric.

 Una larga fetta di stampa si è focalizzata sull'affermazione della Meloni che lo riteneva in cerca di pubblicità. Non è stata un'uscita particolarmente felice, ne convengo, ma presentare il fatto ignorando che in questa scelta c'è in effetti un  palese intento propagandistico da parte dei legali  della Open Arms,  dimostra una grandissima mancanza di onestà intellettuale. Ric non ha bisogno di pubblicità,  la Open Arms e il suo  equipaggio di ipocriti e azzeccagarbugli, sì. Chiamare al banco un Tonino il mozzo non avrebbe avuto impatto sull'opinione pubblica, eppure non è che Ric  in fatto di leggi italiane e internazionali, navigazione e emergenze sanitarie ne capisca più di Tonino.

Probabilmente in questa convocazione c'è anche lo zampino di un responsabile marketing.

Da parte sua Ric non è a caccia di fama, di cui non ha bisogno, ma potrebbe essere alla ricerca dell' approvazione e dell'amore delle masse e del mainstream. La vicenda della pessima Carola Rackete gli ha insegnato che portare dei clandestini in Italia e sfidarne le istituzioni è qualcosa per la quale, penalmente parlando,  non si rischia nulla, inoltre assicura il plauso dell'intellighenzia di sinistra di tutto il mondo e di un certo numero di no border e #restiamoumani europei.

 La gente muore anche al confine con il Messico ma il buon Ric si guarda bene dall'aiutare i  messicani a entrare illegalmente negli Stati Uniti. In primis perché lì si, andrebbe in galera, in secundis perché gli americani, anche i liberali, non vedono bene questo tipo di favoreggiamento se riguarda i loro confini:  fare cose antiamericane non giova alle star di Hollywood e non procura loro consensi. Fare gli antisistema a casa d' altri invece va benissimo. 

Su questo tema, dal web c'è il signor Gino, fan di Pretty Woman, che sbraita: 
"Ma cosa ti importa se salva africani o messicani? E' un santo! Tu cosa fai invece??!!"

Importa e come! Il suo presunto eroismo è una mistificazione. Farsi un giro sulla Open Arms portando cocomeri e pomodori a lui non costa nulla: fa bella figura, probabilmente si sente una gran bella persona, ma il problema reale, lui e i suoi amici, lo scaricano su altri. 

Al signor Gino piacerebbe se io andassi ad aiutare dei senzatetto e poi lo obbligassi ad ospitarli a casa sua? tra l'altro gloriandomi di essere stata io ad aiutarli e biasimandolo perché non voleva aprirci la porta?

Interviene allora Mr Magnifico, direttamente sotto un post di Mentana su Facebook:
"Ma Richard è in prima linea! Fa beneficienza, lui aiuta persone in tutto il mondo! Tu che lo critichi chi hai salvato ultimamente?"

Allora lo spiego in parole semplici: fare beneficienza per un milionario non è un sacrificio. Aiuterà persone in tutto il mondo ma le fa entrare illegalmente solo in Italia (per la verità questo lo fa Open Arms, ma lui ha accettato di metterci la faccia).
Io magari non salvo la vita a nessuno, ma se decido di fare un' elemosina stai tranquillo che i soldi che dono li prendo dalla mia tasca, non li scippo a un passante. Se tu incoraggi un sistema che mette volutamente in pericolo la vita delle persone e poi le "salvi" e scarichi il peso economico e soprattutto  sociale  di quello che fai e che tu stesso hai messo in moto, su un Paese che tramite i suoi rappresentanti ti ha già detto di non voler contribuire, non sei un eroe, tu per me sei un delinquente.

Il punto, che anche pochi giornali sottolineano, non è salvarli dal naufragio, vero o presunto che sia, il punto è pretendere dopo, di portali dove dicono loro. Salvarli è un dovere, traghettarli a destinazione no. Ma ovviamente, quando un punto è indifendibile, si cerca sempre di buttarla in caciara, focalizzandosi sulla necessità del salvataggio, non certo sulla NON necessità di portali in Italia.

Davvero aiutare delle persone a entrare illegalmente in un paese, condannandoli a vivere nella clandestinità, nel migliore dei casi al lavoro nero ma più realisticamente a delinquere, è degno di lode?
Davvero Ric vuole scrivere questo sul suo curriculum di aspirante santo? 

Il buon Ric si fa bello con i clandestini degli altri o forse, e lo considero davvero possibile, sono i favoreggiatori nostrani che sono riusciti a farsi belli con la faccia di Richard, usandolo per dare una verniciata di santità ai loro traffici. Sono piuttosto convinta che l'americano medio, e Ric potrebbe benissimo rientrarci, abbia idee molto confuse e opinabili su quello che accade negli altri paesi. Del resto è probabile che lo si possa affermare dell'uomo medio in generale: io non so nulla di quel che accade  in Kazakistan, per dire, e per tanti Americani, fuori dall' America, tutto il mondo è Kazakistan. Paradossalmente Ric potrebbe davvero credere che un gommone di tunisini, egiziani e marocchini stia scappando dalla guerra.
In quest'ottica chissà, forse è solo un povero miliardario che aspira al Nirvana nonostante la zavorra della sua mondanità ma dubito che il Dalai Lama approverebbe i suoi metodi.

Richard Gere, ti ringrazio per l'impegno ma non mi convinci per nulla, il  mio voto è zero.


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