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Non sono riuscita a guardare Carnival Row: mi irritava.

Carnival Row non è una serie nuovissima, ma la sua pubblicità su Prime Video mi ha tormentato per mesi, quindi mi sembra doveroso spendere qualche parola per spiegare perché, dopo i primi 30 minuti di visione ho deciso che non faceva per me. Sulla carta si tratta di un fantasy, genere che non mi dispiace. Sulla carta avrei potuto guardare più di un episodio: il popolo delle fate viene costretto a fuggire dalle proprie terre, sconfinando in quelle umane, perché un Cattivo super cattivo le sta annientando. Peccato che bastino tre minuti per capire che tutto il  circo di scenografie,  costumi, e super budget ha l'unico scopo di mettere in scena una  pesante e didascalica critica sociale condita da un pedantissimo terzomondismo da salotto. Tutta la sceneggiatura  non fa altro che suggerire, in modo che vorrebbe essere velato ma risulta invece palese, parallelismi tra le fatine del telefilm ei gli immigrati clandestini della nostra realtà. Ritengo che sia legittimo fare c...
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La sparatoria di Ercolano non è legittima difesa

 Ripetete con me: non importa se un delinquente ha sparato a 2 poveracci che se ne stavano in macchina per i fatti loro, la difesa è e resta sempre legittima,   perché quella non era difesa. Per quanto mi riguarda, al pistolero di Ercolano, il proprietario di una villetta in periferia che ha esploso 11 colpi su 2 giovani che avevano parcheggiato la loro auto nei pressi della sua abitazione, possono dare anche due ergastoli. Dire che questa è la diretta conseguenza delle parole di alcuni esponenti del centrodestra sulla legittima difesa è, come al solito, una mistificazione. Un conto è la legittima difesa, un conto è sparare a qualcuno per strada e poi dire che ci si stava difendendo per evitare la galera. Sostenere che la difesa è sempre legittima non significa sostenere che si può uccidere gente a caso. Un killer può dire quello che vuole, e ci mancherebbe che non lo facesse per cercare di alleggerire la propria situazione, ma se l’evidenza è un’altra chiaramente non pu...

No, la bocciatura del DDL Zan non è un ritorno al medioevo, fatevene una ragione

  Che i nostri amici liberal amino l’enfasi e i proclami catastrofici è risaputo. Tutto quello che fanno, dicono, propongono e pensano, per loro è sempre estremamente importante e rappresenta immancabilmente un punto di svolta nella storia del nostro Paese, la linea di demarcazione tra il medioevo e un nuovo illuminismo. Non è così. I democratici tendono a sovrastimare e a misinterpretare l’impatto delle loro idee sul piano del reale e questo a causa del distacco emotivo e intellettuale da quello stesso mondo che tanto aspirano a governare. Su questo argomento ci ritornerò, oggi  mi interessa il trend topic del momento, ovvero l’affossamento ad opera del Senato, del ddl zan, con voto segreto. Bum, al senato applausi e urla di disperazione. Apriti cielo.  Da twitter Capirei l’esultanza se fosse finita la pandemia e invece il senato applaude per il blocco del ddl Zan,  sia mai venissero tutelati  i diritti delle persone Da Fb, Come si può esultare neg...

Richard Gere e l'eroismo facile, indolore e insapore dei nuovi idoli di sinistra

 Il caso Richard Gere/Salvini/Open Arms è agli onori della cronaca. L'attore è stato ammesso come teste della difesa e a dicembre testimonierà nel processo per sequestro di persona contro il nostro ex Ministro dell'Interno. Che dire a parte che i nostri padri costituenti si staranno rivoltando nella tomba? Mi riservo di parlare del processo più in là, per ora ho solo qualche parola su Gere che da qui in poi chiamerò semplicemente Ric.  Una larga fetta di stampa si è focalizzata sull'affermazione della Meloni che lo riteneva in cerca di pubblicità. Non è stata un'uscita particolarmente felice, ne convengo, ma presentare il fatto ignorando che in questa scelta c'è in effetti un  palese intento propagandistico da parte dei legali  della Open Arms,  dimostra una grandissima mancanza di onestà intellettuale. Ric non ha bisogno di pubblicità,  la Open Arms e il suo  equipaggio di ipocriti e azzeccagarbugli, sì. Chiamare al banco un Tonino il mozzo non avrebb...

Niente di serio

 Da quando il web fa parte delle nostre vite ci siamo abituati a provare fastidio, disprezzo o anche solo un senso di urgente disaccordo per le parole, dette o scritte, di persone che non solo non conosciamo ma che in termini di popolarità o autorevolezza, non sono nessuno. Possono avere un piccolo o un grande palcoscenico, non importa, ma le affermazioni che buttano lì, senza contradditorio o ignorando o insultando chiunque difenda una idea contraria, sembrano a volte messe lì per provocarci. O almeno per provocare me, visto che sì, sono una di quelli che se la prende tantissimo leggendo un articolo o ascoltando un'intervista.  Leggo anche i commenti che seguono i  post,  ma non sempre il mio punto di vista trova completa espressione. Certo,  intervengo anche io, ma ho spesso trovato interlocutori che passano all'insulto nel momento in cui non riescono ad argomentare, e questo tipo di comunicazione, oltre a non essermi congeniale, ha l'effetto di irritarmi anco...